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TIRO A SEGNO NAZIONALE Sezione di FAENZA (RA) |
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Storia della sezione di Faenza Per raccontare brevemente la storia della sezione di Tiro a segno di Faenza, riportiamo gli articoli apparsi sulla stampa nel 1984 in occasione del centenario della fondazione. Iniziamo con quanto apparso su "Il Resto del Carlino", cronaca di Faenza e Lugo, sabato 2 giugno.
Faenza, anno 1885. Campo di Tiro
Tiro a
segno, «centrato» il bersaglio dei cent’anni.
Cento anni fa, esattamente il 6 giugno 1884, nasceva la prima società di tiro a segno faentina, la «Società mandamentale di tiro a segno nazionale». La ricorrenza sarà ricordata oggi, sabato e domani, domenica, al poligono di via San Martino, con una gara internazionale alla quale prenderanno parte i migliori tiratori di Faenza e della città «gemellata» Rijeka (Fiume). Alla manifestazione interverrà, fra gli altri, il presidente nazionale dell’Uits, Michelangelo Borriello. Ma in questa occasione, il lato agonistico passa doverosamente in secondo piano, per lasciare spazio, per quanto possibile, alla storia, ai ricordi di questi cento anni di vita del sodalizio, che conobbe, fin dall'inizio, un grande successo. Un successo dovuto, in parte al fatto che con un apposito decreto del 1888 fu resa obbligatoria l'istruzione pre-militare all'uso delle armi; pertanto, chi frequentava con profitto i corsi di istruzione al poligono, veniva esonerato dalla chiamata alle armi. I tiratori faentini furono subito fra i migliori: al primo campionato italiano svoltosi a Roma nel 1890, Faenza si classificò al nono posto assoluto nella classifica per società, mentre Achille Sangiorgi e Giuseppe Savini, il popolare Fafina di «garbèn», furono rispettivamente terzo nel «seconda categoria» e primo nel «terza categoria». Un particolare curioso: ai giovani che si recavano a Roma per queste gare, veniva concessa una riduzione del prezzo del biglietto ferroviario del 75 per cento. Vari sono stati, in questo secolo, i tiratori manfredi giunti all'onore di indossare la maglia azzurra. Si va dal famoso Roberto Preda, che, fu campione dei mondo a squadre di pistola libera nel 1914 a Viborg, in Danimarca, a Mirko Marzari, nazionale nel 1935, da Pietro Rino Emiliani, nazionale un anno dopo, al celebre Ermete Laghi, per venti anni nel «giro» della squadra azzurra come atleta e poi componente della commissione tecnica della Uits, da Guido Bertoni, campione del mondo di pistola automatica nel 1941 a, in tempi più recenti, Ermanno Argnani, più volte nazionale nel 1974. È nel ricordo delle loro imprese che ancora oggi molti giovani si avvicinano, anche con ottimi risultati, a questo difficile sport nel poligono di via S. Martino.
Roberto Preda, campione del mondo a squadre nel 1914 a Viborg ( Danimarca)
Riportiamo ora
l'articolo, a firma Carlo Collina, apparso su
Un
secolo di centri Carlo Collina
In occasione del Centenario della fondazione del Tiro a Segno Nazionale di Faenza, che quest’anno milita in serie A, dopo aver vinto il Campionato Nazionale divisione B nel 1983, il 2 e il 3 giugno 84 si è svolto presso il Poligono, sito in via S. Martino n. 13, un incontro internazionale di Tiro a Segno fra le città gemellate Faenza-Rijeka. Inoltre, è stata allestita una «mostra del Centenario» e, per l'occasione, erano presenti le autorità locali e il Presidente dell’UITS, Gr. Uff. Michelangelo Boriello. Il nostro Poligono di Tiro a Segno è nato dopo l’unità d’Italia e, da ricerche effettuate, è emerso, che non lievi difficoltà incontrarono i Re d’Italia e i loro Ministri per i vari censimenti di leva e, via via, per la costituzione dei corpi militari dell'Esercito Italiano. Seri problemi d'inquadramento, di organizzazione, condizioni ambientali e di mentalità da superare vennero affrontati con vari incentivi, se così possiamo dire anche per favorire le ... simpatie dei giovani verso l'addestramento alle armi. Infatti, nelle nostre ricerche, troviamo che la Società Mandamentale di Tiro a Segno Nazionale, come allora erano definite tutte le associazioni di Tiro a Segno, fu costituita il 6 giugno 1883 e lo Statuto fu approvato in data 21 agosto 1884 con il concorso dello Stato quando era Sindaco di Faenza il Conte Laderchi. Lo stesso sindaco con un pubblico editto, invitava i giovani cittadini a farsi soci pagando una modesta quota ed annunciando gite sociali e feste benefiche. Eravamo ai tempi «pionieristici ed eroici» per ogni e qualsiasi esperienza di «associazione sportiva» che, per tanti anni ancora, sarà osteggiata, tranne qualche rara eccezione, dai cittadini «bene» che chiamavano gli sportivi «gli ammalati ... quei matti» o peggio «quei fannulloni». Negli anni 70 e 80 aleggiava in questa Società lo spirito di quell'indomito predicatore di amor di patria che era il Generale Giuseppe Garibaldi. Ecco perché attraverso le Società di Tiro a Segno si esercitavano i giovani amanti della patria libera come la voleva il valoroso condottiero. Fu reso obbligatoria con un decreto del 1888 l'istruzione pre-militare pertanto, chi frequentava con profitto i corsi di istruzione al Tiro, veniva esonerato dalla chiamata alle armi. Si deve tener conto che a quei tempi il servizio militare durava diversi anni, quindi tale disposizione era molto importante per coloro che frequentavano «con profitto» il Tiro. E finalmente, dopo tanti anni e tanti progetti, fu approvata anche per la città di Faenza la costruzione di un poligono di Tiro a Segno e le iscrizioni si ricevevano presso l'allora segretario, orefice sig. Diego Babini. Fin da allora i tiratori faentini conquistarono importanti allori in campo nazionale e mondiale. Il primo Campionato Italiano venne organizzato a Roma nel 1890 e la Società di Faenza si classificò al 9° posto assoluto a squadre. Individualmente, Achille Sangiorgi fu 3º assoluto nella 2ª categoria, Giuseppe Savini detto Fafina di «garbén» 1° assoluto in 3ª categoria. Nel 1895 si disputò sempre a Roma la seconda edizione del Campionato Italiano dove la Società di Faenza si classificò al 16° posto e al 1° assoluto per la Regione Emilia-Romagna. Per queste occasioni il Ministero concedeva ai giovani che si recavano a Roma alle gare nazionali, una riduzione sul biglietto ferroviario del 75%. Il lungo percorso nei treni affollati, il pernottamento in casa di amici, di caserme e, a volte, in vecchi seminari, costituivano poi un motivo di allegra gita turistica e gli aneddoti circolavano poi per mesi ed erano i più «cari ricordi». Con il passare degli anni lo sviluppo delle varie attività ginnico sportive, la costituzione del Comitato Olimpico Internazionale prima e, del Campionato Nazionale Olimpico poi, allargarono la conoscenza della pratica degli sport in ogni grande e piccola città. Così nel Tiro a Segno, con la costruzione dei «Poligono Comunali di Tiro», si iniziarono «gare di emulazione» per passare, poi ai campionati provinciali, regionali e nazionali, alle olimpiadi, ai campionati del mondo. Carlo Collina
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